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INDENNITÀ MATERNITÀ


 

A norma dell’articolo 33 del Regolamento per l’Attività di Previdenza e Solidarietà - articolo 4 dello Statuto, che rinvia al capo XII del Decreto Legislativo 26/03/2001 n.151 (T.U delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità)successivamente modificato dal Decreto Legislativo n.115/2003, dalla Legge n.289/2003 e dal D.lgs 80/2015[1], ai liberi professionisti, iscritti ad una Cassa di Previdenza, spetta una indennità, per i due mesi antecedenti ed i tre mesi successivi alla data del parto, pari ai cinque dodicesimi dell’80% del “solo reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo” nel secondo anno antecedente alla data dell’evento (parto, ovvero, aborto successivo al sesto mese, oppure data di ingresso del bambino nel nucleo familiare in caso di affidamento o adozione), purché nel periodo considerato l’istante risulti iscritto alla Cassa Nazionale del Notariato.

In caso di nuovi iscritti, l'indennità viene riconosciuta in misura frazionata in base ai giorni di iscrizione maturati nel periodo oggetto di tutela.

Nel caso di aborto spontaneo o terapeutico intervenuto dopo il terzo mese di gravidanza ma prima del sesto, l’indennità spetta nella misura di un dodicesimo del reddito professionale come sopra individuato.

L’indennità spetta anche nel caso di ingresso nella famiglia di bambino adottato o affidato in preadozione alle condizioni di cui all’art. 72 D. Lgs.151/2001.In questo caso la domanda deve essere presentata entro 210 giorni dall’ingresso in famiglia.

A norma dell’art. 70, comma 3 bis, (introdotto con L.289/2003) l’indennità non può essere superiore a cinque volte l’importo minimo derivante dall’applicazione del comma 3 del citato art. 70 D. Lgs. n.151/2001[2](anche in caso di gravidanza gemellare o plurima).

L’indennità di maternità non è cumulabile con altre provvidenze eventualmente spettanti a carico di altri enti e/o istituti assicuratori e la relativa corresponsione è condizionata all’iscrizione alla Cassae all’attestazione dell’inesistenza del diritto alle relative indennità.

A norma dell’art. 33 del Regolamento, per avere diritto alla corresponsione dell’indennità il notaio deve presentare la domanda alla Cassa( v. modulistica), per il tramite del Consiglio Notarile di appartenenza, entro il termine perentorio di 180 giorni dall’evento, indipendentemente dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Il Consiglio Notarile, a sua volta, deve provvedere entro 15 giorni, all’inoltro della domanda alla Cassa che, ricorrendone i presupposti provvederà, di norma, entro tre mesi dal ricevimento della predetta, alla liquidazione dell’indennità.

Alla copertura degli oneri per la corresponsione dell’indennità di maternità si provvede, ai sensi dell’art. 83 D. Lgs. 151/2001, con un contributo annuo a carico di ogni iscritto, da ultimo fissato nell’importo di € 250,00 con delibera n. 185 adottata dal Consiglio di Amministrazione in data 17 ottobre 2008 ed approvata dai Ministeri vigilanti.

Documentazione da allegare sempre:

  1. Documento rilasciato dalla Banca con l’indicazione del codice IBAN e dell’intestazione del rapporto;
  2. Certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto (sostituibile con l’attestazione o certificato di nascita se la domanda è presentata dopo l’evento)
  3. Dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt46 e 47 del DPR 445/2000 come da modello allegato;
  4. Fotocopia del documento d’identità del richiedente in corso di validità;
  5. Dichiarazione di consenso informato.

Da allegare solo in caso di interruzione della gravidanza ai sensi della legge 194/1978:

  1. Certificato medico, rilasciato dalla A.S.L. che ha fornito le prestazioni sanitarie, comprovante la data di inizio della gravidanza e la data della sua interruzione (solo in caso di interruzione della gravidanza).

Da allegare solo in caso di adozione o affidamento preadottivo:

  1. Copia autentica del provvedimento di adozione o di affidamento preadottivo.
IMPORTO EROGABILE PER INDENNITA' DI MATERNITA EX ART. 70 D. LGS N. 151/2001
ANNO IMPORTO MINIMO IMPORTO MASSIMO
2006 € 4 224.48 € 21 122.40
2007 € 4 308.72 € 21 543.60
2008 € 4 382.76 € 21 913.80
2009 € 4 522.96 € 22 614.80
2010 € 4 554.16 € 22 770.80
2011 € 4 626.96 € 23 134.80
2012 € 4 753.50 € 23 767.50
2013 € 4 895.28 € 24 476.40
2014 € 4 952.32 € 24 741.60
2015 € 4 958.72 € 24 793.60
2016 € 4 958.72 € 24 793.60
 
NOTE

[1] Con il Decreto Legislativo n. 80/2015 è stata introdotta la tutela per l’indennità di paternità per i liberi professionisti (artt. 18, 19, 20).

La tutela è prevista per il medesimo periodo in cui sarebbe spettata alla madre libero professionista,o per la parte residua, nei soli casi di:

a) morte o grave infermità della madre;

b) abbandono del bambino da parte della madre;

c) affidamento esclusivo al padre.

L'indennità di paternità è erogata previa domanda, corredata dalla certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono il padre libero professionista ne rende dichiarazione ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

[2] La legge 15 ottobre 2003 n. 289 ha introdotto un importo massimo erogabile, con facoltà per ogni singola Cassa di elevarlo in funzione della capacità reddituale e contributiva di ciascuna categoria professionale. Con delibera n. 103 del 28 novembre 2003 il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha deciso di mantenere inalterato il tetto massimo fissato dalla legge in quanto rappresenta un parametro oggettivo in linea con l’assetto della Cassa ed in grado di mantenere in equilibrio il bilancio “maternità” che negli anni precedenti, causa il notevole disavanzo di gestione, era stato oggetto di specifici rilievi da parte del Collegio Sindacale e dei Ministeri vigilanti.