Con la circolare prot. n. 8272 del 22 maggio 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fa luce sulle norme che riguardano i bilanci tecnici e la sostenibilità degli enti previdenziali privati. Si tratta di uno stress-test a carattere straordinario , cioè una tantum, per l'anno 2012. Sopratutto non è vincolata al solo saldo previdenziale, ossia alla sola differenza tra entrate contributive e prestazioni pensionistiche, in quanto potrà includere i rendimenti del patrimonio, aspetti sui quali si sono battute le Casse professionali, ma ad un tasso non superiore all'1% in termini reali.

Si riportano le linee operative condivise dalla Conferenza dei Servizi del 15 maggio 2012:

 

  1. l'articolo 24, comma 24, impone una verifica di carattere straordinario degli equilibri finanziari di lungo periodo, seppure non priva di effetti permanenti e struttuali, dovuti alle iniziative di riforma che dovranno essere adottate dagli Enti di previdenza di diritto privato;
  2. ai fini della predetta verifica, non essendo stata espressamente modificata la previgente disciplina relativa alla redazione dei bilanci tecnici (art. 3, comma 12, della legge n. 335/1995, come modificato dall'art. 1, comma 763 della legge n. 296/2006), si devono ritenere confermati i criteri di cui al D.L. 29 novembre 2007, tuttora aderenti all'assetto legislativo in vigore, senza necessità di procedere alla predisposizione di un nuovo decreto interministeriale;
  3. per effetto delle novità introdotte dal citato articolo 24, comma 24, in ordine all'arco temporale di riferimento, è necessario che i bilanci tecnici siano redatti su un periodo di cinquanta anni; 
  4. i parametri macroeconomici in base ai quali aggiornare gli scenari previsionali saranno verificati con apposita Conferenza dei Servizi, non appena disponibili i dati di riferimento e, comunque, non oltre il prossimo mese di giugno;
  5. con specifico riferimento al tasso di redditività del patrimonio di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), del D.L. 29 novembre 2007, fermo restando il rispetto del criterio in base al quale esso è determinato in funzione del rendimento medio dell'attività dell'ente realizzato nell'ultimo quinquennio, ai fini della verifica di cui all'articolo 24, comma 24, in considerazione dell'attuale situazione dei mercati finanziari e della bassa redditività degli investimenti conseguita negli ultimi anni, in via prudenziale, il predetto tasso di redditività del patrimonio non può in ogni caso essere posto in misura superiore all'1% in termini reali;
  6. la verifica dell'equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni, terrà conto dell'andamento tendenziale nel periodo di riferimento, potendo eventuali disavanzi annuali, comunque di natura contingente e di durata limitata, essere compensati attraverso il ricorso ai rendimenti annuali del patrimonio. Rimane, comunque, fermo ai fini della verifica il rispetto del predetto equilibrio, da valutarsi in via strutturale, alla scadenza del cinquantennio considerato.