Gender Gap. Pappa Monteforte "Azioni e politiche per invertire la rotta"

Gender gap, l’Italia al 63esimo posto: è quanto sostiene il World Economic Forum, l’ultimo studio in ordine cronologico che sottolinea come il nostro Paese sia lontano dal raggiungimento della parità di genere. E scorrendo la classifica non possiamo non sobbalzare di fronte al fatto che siamo posizionati solo prima dell’Uganda e Zambia. 

Se partiamo dal dato nazionale e via via scendiamo tra le grandi e piccole realtà, arriviamo anche al sistema delle libere professioni, le quali non vengono certo risparmiate dal problema del divario di genere.

Nessuna categoria esclusa. 

Basta, infatti, scorrere i dati inerenti il repertorio notarile del 2021 per avere ben chiaro di cosa stiamo parlando: 125.541 le donne, 195.056 gli uomini. E se analizziamo il dato rispetto all’età, il divario è ancora maggiore. Un notaio under 35 ha un repertorio medio di 142.297, la donna di 92.070.

Come facilmente possiamo immaginare, i numeri non sono solo numeri ma la fotografia esatta della realtà in cui operano i nostri iscritti e le “leggi dettate dal mercato del lavoro”.

Un mercato che penalizza le donne, anche se con skill più avanzate rispetto ai colleghi uomini, al pari dei giovani. Due facce della stessa medaglia che chiedono un cambio di politiche urgente. Anche se di fatto il processo irreversibile di empowerment femminile è ormai innescato a livello globale e sta già interessando la nostra Cassa, al pari di tutto il Sistema AdEPP. 

Basta scorrere le azioni messe in campo dalla Cassa per capire dove sta andando il nostro sostegno. Aumentano i neo notai iscritti alla Cassa. Per loro azioni ad hoc (cassanotariato.it). Ma non basta se, sempre secondo il World Economic Forum, ci vorranno 151 anni per eliminare il gender gap. 

Servono allora maggiori politiche di investimento e di sostegno. 

Dobbiamo prevedere azioni per la formazione continua, per la conciliazione lavoro/famiglia, per trasformare la maternità in genitorialità, per favorire la parità di presenza nei posti apicali perché, come ha affermato la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen “Il soffitto di cristallo resta fermo ai vertici delle aziende europee dove solo il 7% è guidato da una donna”. 

Ce lo chiede l’Europa ma lo determina anche la femminilizzazione delle professioni. 

Non possiamo ignorare che oltre il 50% dei vincitori del concorso notarile è donna, così come il 37,2% dei notai in esercizio, percentuale che arriva al 48% fra gli under 40.

Ancora una volta numeri dai quali partire per analizzare bisogni e aspettative.